Continuando il discorso sul PISA con l'analisi dei tre settori di osservazione),vale la pena porre alcune considerazioni su questo documento internazionale, per il fatto ch'esso rappresenta,oltre gli obiettivi dichiarati,uno strumento di valutazione del sistema scolastico del Paese osservato,e per noi dell' Italia.Volenti o nolenti si conoscono ora risultati del sistema scolastico italiano che non possono essere trascurati da nessuno. E' bene dunque parlarne e programmare appositi rimedi,non dimenticando precedenti dati legati al progetto INES ed ad un aspetto ricorrente nel contesto studenti: le competenze cross- curricolari.Certamente possiamo qui presentare solo alcuni aspetti fondamentali di questa riflessione sul sistema scuola in Italia,dato che il MIUR,all'indomani della pubblicazione delle deludenti valutazioni sugli studenti italiani quindicenni,ha presentato un programma di azioni in diversi settori. Ci si riferisce ai dieci punti del programma del Ministro Letizia Moratti,si tratta di un altro documento ufficiale della politica scolastica italiana che va tenuto presente per le prossime iniziative da parte delle scuole e dei dirigenti scolastici,responsabili regionali e locali del settore scuola (Comune- Provincia ).
Per la Moratti " la riforma della scuola,oltre a rispondere alle esigenze di ammodernamento del sistema,intende dare soluzione anche al problema delle scarse conoscenze e competenze di base dei nostri studenti ".Oltre a ciò, pensiamo che in Italia si debba affrontare in via prioritaria un aspetto scolastico fondamentale, dopo i recenti interventi legislativi, dal DPR 275/99 alla legge di riforma 53/2003: trasformare la scuola da "sistema organizzato per l' insegnamento" ad "ambiente di apprendimento" in grado di portare gli studenti ad utilizzare i saperi scolastici per risolvere i problemi e per vivere nell'attuale società complessa.E' una sfida che tutti gli operatori scolastici devono saper accogliere,in vista delle prossime scadenze istituzionali,tra cui la terza fase del PISA.In secondo luogo ,tenendo presente i tre baricentri dell' indagine PISA 2003,è opportuno promuovere un'ampia riflessione sui modi di insegnamento delle discipline(Quale italiano?,Quale matematica ? Quali scienze ? ) e sulla centralità del sistema scolastico che dalla sola trasmissione di conoscenze e abilità astratte passa alla loro applicazione in contesti di problem solving. I risultati ottenuti in PISA 2003 dagli studenti italiani sono una chiara prova delle condizioni di apprendimento in cui essi si trovano in confronto ai loro coetanei europei e non.
Nell'ambito dei nuovi modi di insegnamento-apprendimento è urgente inoltre che si distinguano e definiscano contenuti e tempi della "formazione iniziale " dei docenti da quelli tipici della " formazione in servizio ", due settori che in Italia, diversamente da altri Paesi, sono rimasti poco definiti e considerati,in particolare il primo,come si può constatare nei documenti e nei programmi presentati dall'Unione Europea-Direzione Generale dell' Istruzione e della cultura(http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/index_it.html%20).In riferimento alla dispersione scolastica registrata in Italia, è necessario porre in atto un intervento specifico per ridurla: per es. dare priorità ai piani di studio personalizzati, con l'utilizzo delle ore opzionali obbligatorie/facoltative.Ciò può permettere un adeguato recupero e sviluppo delle competenze in lingua italiana, matematica e scienze, e quindi un'incentivazione delle attività laboratoriali ed un concreto innalzamento dei livelli minimi di competenze ed abilità degli studenti. Nelle singole istituzioni vanno pertanto meglio modulati i P.O.F., i piani dell'offerta formativa, per valorizzare l'autonomia scolastica e le risorse tipiche nel e del territorio. Si tratta di due aspetti strategici delle politiche formative,a cui va aggiunto un altro elemento decisivo: la qualificazione del personale della scuola a cui deve corrispondere un riconoscimento del ruolo svolto ed una retribuzione adeguata,vicina a quella dei colleghi degli altri Paesi dell'Unione Europea(cfr.Portale per l'Europa dell'Istruzione). L'Italia si trova in una fase di programmazione degli interventi strategici-si veda il Piano Nazionale di Informazione su "Istruzione e Formazione 2010"(http://www.csa.fi.it/area_interculturale/www.istruzione.it/buongiorno_europa%20) -per la crescita dell'economia e della società della conoscenza.Nel sistema di scuola nazionale occorrerà attivare in modo sollecito ed integrato efficaci interventi per raggiungere insieme agli altri Paesi dell' EU gli obiettivi indicati dal Documento di Lisbona entro il 2010.Nei prossimi anni l'Italia deve riuscire a migliorare i tre poli del triangolo della conoscenza,vale a dire l'istruzione,la ricerca e l' innovazione,investendo di più nei tre settori,anche al fine di migliorare i suo sistema scolastico e formativo.Sugli aspetti fin qui delineati ed su altri connessi c'è bisogno nella scuola italiana di un approfondito dibattito che coinvolga ampiamente docenti e responsabili della politica scolastica regionale e nazionale al fine di adottare sollecite e concrete misure correttive ai deludenti risultati del PISA 2003 per la scuola italiana.(viga)
Per la Moratti " la riforma della scuola,oltre a rispondere alle esigenze di ammodernamento del sistema,intende dare soluzione anche al problema delle scarse conoscenze e competenze di base dei nostri studenti ".Oltre a ciò, pensiamo che in Italia si debba affrontare in via prioritaria un aspetto scolastico fondamentale, dopo i recenti interventi legislativi, dal DPR 275/99 alla legge di riforma 53/2003: trasformare la scuola da "sistema organizzato per l' insegnamento" ad "ambiente di apprendimento" in grado di portare gli studenti ad utilizzare i saperi scolastici per risolvere i problemi e per vivere nell'attuale società complessa.E' una sfida che tutti gli operatori scolastici devono saper accogliere,in vista delle prossime scadenze istituzionali,tra cui la terza fase del PISA.In secondo luogo ,tenendo presente i tre baricentri dell' indagine PISA 2003,è opportuno promuovere un'ampia riflessione sui modi di insegnamento delle discipline(Quale italiano?,Quale matematica ? Quali scienze ? ) e sulla centralità del sistema scolastico che dalla sola trasmissione di conoscenze e abilità astratte passa alla loro applicazione in contesti di problem solving. I risultati ottenuti in PISA 2003 dagli studenti italiani sono una chiara prova delle condizioni di apprendimento in cui essi si trovano in confronto ai loro coetanei europei e non.
Nell'ambito dei nuovi modi di insegnamento-apprendimento è urgente inoltre che si distinguano e definiscano contenuti e tempi della "formazione iniziale " dei docenti da quelli tipici della " formazione in servizio ", due settori che in Italia, diversamente da altri Paesi, sono rimasti poco definiti e considerati,in particolare il primo,come si può constatare nei documenti e nei programmi presentati dall'Unione Europea-Direzione Generale dell' Istruzione e della cultura(http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/index_it.html%20).In riferimento alla dispersione scolastica registrata in Italia, è necessario porre in atto un intervento specifico per ridurla: per es. dare priorità ai piani di studio personalizzati, con l'utilizzo delle ore opzionali obbligatorie/facoltative.Ciò può permettere un adeguato recupero e sviluppo delle competenze in lingua italiana, matematica e scienze, e quindi un'incentivazione delle attività laboratoriali ed un concreto innalzamento dei livelli minimi di competenze ed abilità degli studenti. Nelle singole istituzioni vanno pertanto meglio modulati i P.O.F., i piani dell'offerta formativa, per valorizzare l'autonomia scolastica e le risorse tipiche nel e del territorio. Si tratta di due aspetti strategici delle politiche formative,a cui va aggiunto un altro elemento decisivo: la qualificazione del personale della scuola a cui deve corrispondere un riconoscimento del ruolo svolto ed una retribuzione adeguata,vicina a quella dei colleghi degli altri Paesi dell'Unione Europea(cfr.Portale per l'Europa dell'Istruzione). L'Italia si trova in una fase di programmazione degli interventi strategici-si veda il Piano Nazionale di Informazione su "Istruzione e Formazione 2010"(http://www.csa.fi.it/area_interculturale/www.istruzione.it/buongiorno_europa%20) -per la crescita dell'economia e della società della conoscenza.Nel sistema di scuola nazionale occorrerà attivare in modo sollecito ed integrato efficaci interventi per raggiungere insieme agli altri Paesi dell' EU gli obiettivi indicati dal Documento di Lisbona entro il 2010.Nei prossimi anni l'Italia deve riuscire a migliorare i tre poli del triangolo della conoscenza,vale a dire l'istruzione,la ricerca e l' innovazione,investendo di più nei tre settori,anche al fine di migliorare i suo sistema scolastico e formativo.Sugli aspetti fin qui delineati ed su altri connessi c'è bisogno nella scuola italiana di un approfondito dibattito che coinvolga ampiamente docenti e responsabili della politica scolastica regionale e nazionale al fine di adottare sollecite e concrete misure correttive ai deludenti risultati del PISA 2003 per la scuola italiana.(viga)
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